14.7.04
Scoop/1: la poesia della Seppia non è della Seppia!
Ad un certo punto della mia vita poetica (un'esistenza parallela intermittente) il whirl ha assunto il significato di "vortice del tempo che si rinchiude su se stesso, imprigionandomi nel passato". E' stato molti anni fa, ed ha coinciso con il momento in cui mi sono resa conto che ero intrappolata nel mio passato. Gradualmente è emerso il passato di generazioni di sofferenza e solitudine, che ho ereditato, che sto scontando.
Dovrei provare a scrivere di nuovo per verificare l'evoluzione del significato di whirl, stare a sentire cos'ha da dirmi il mio alter ego poetico (mi fa un po' sorridere pensare a me stessa come una donna che scrive, ma così è, a volte, raramente). Il mio io diurno, la mia testa, mi dice che oggi whirl significa "spirale aperta", il tempo infine va avanti, indipendentemente da me. Non c'è nessun incantesimo, il mondo non si è fermato... le rughe si moltiplicano, ma anche il passato si allontana, gli spettri scompaiono a poco a poco lasciando la scena a me. Alla mia voce.
Tornando più strettamente a parlare della poesia che della Seppia non è, al verso 11 il whirl consuma i ricordi, e sulla base della mia attuale percezione del tempo (che ho cercato confusamente di suggerire nei due paragrafi precedenti) questo indica che l'io narrante si sta... allontanando dal suo passato. Lo sta perdendo? Il passato sta perdendo la presa sulla voce che parla nella poesia, e la voce si sta liberando dello sguardo mortifero in un sonno che, proprio simmetricamente al sonno della ragione che genera i mostri, genera spiriti danzanti.
La ripresa del ricordo mortifero alla fine della poesia assume un forte significato di distanziamento ai miei occhi: è come se l'evento traumatico avvenuto nel passato fosse stato in qualche modo circoscritto, forse esorcizzato, dalla consapevolezza che c'è un altra dimensione aoltre allo sguardo e alla veglia: il sentire, il sonno, il sogno dell'Altro.
Chi ha scritto la poesia? Un uomo?
Scoop/2:Michela Cescon è una brava attrice!
Ieri sera sono andata a vedere lo spettacolo di Michela Cescon, Giulietta, tratto da un racconto di Federico Fellini (legato alla genesi del film Giulietta degli spiriti). E' un monologo con una trama molto semplice: Giulietta scopre con molto dolore che il marito la tradisce, e racconta la storia della sua vita fino a questo evento intimo ma non per questo meno drammatico.
La Cescon è la protagonista del film Primo amore, un film italiano sull'ossessione (l'ossessione d'amore, l'ossessione per il cibo) un po' meccanico nel suo svolgersi, un po' scontato, ma interessante proprio per la presenza dell'attrice veneta.
L'attrice aveva il microfono perché si era all'aperto, ma malgrado questo lo spettacolo mi è piaciuto e mi sento di consigliarlo. La Cescon ha molte voci. L'amica con cui ero non l'ha apprezzata quanto me, l'ha sentita un po' fredda, troppo tecnica; io credo di averne ammirato il coraggio di stare sola su un palcoscenico popolato di pupazzi.
Ad un certo punto della mia vita poetica (un'esistenza parallela intermittente) il whirl ha assunto il significato di "vortice del tempo che si rinchiude su se stesso, imprigionandomi nel passato". E' stato molti anni fa, ed ha coinciso con il momento in cui mi sono resa conto che ero intrappolata nel mio passato. Gradualmente è emerso il passato di generazioni di sofferenza e solitudine, che ho ereditato, che sto scontando.
Dovrei provare a scrivere di nuovo per verificare l'evoluzione del significato di whirl, stare a sentire cos'ha da dirmi il mio alter ego poetico (mi fa un po' sorridere pensare a me stessa come una donna che scrive, ma così è, a volte, raramente). Il mio io diurno, la mia testa, mi dice che oggi whirl significa "spirale aperta", il tempo infine va avanti, indipendentemente da me. Non c'è nessun incantesimo, il mondo non si è fermato... le rughe si moltiplicano, ma anche il passato si allontana, gli spettri scompaiono a poco a poco lasciando la scena a me. Alla mia voce.
Tornando più strettamente a parlare della poesia che della Seppia non è, al verso 11 il whirl consuma i ricordi, e sulla base della mia attuale percezione del tempo (che ho cercato confusamente di suggerire nei due paragrafi precedenti) questo indica che l'io narrante si sta... allontanando dal suo passato. Lo sta perdendo? Il passato sta perdendo la presa sulla voce che parla nella poesia, e la voce si sta liberando dello sguardo mortifero in un sonno che, proprio simmetricamente al sonno della ragione che genera i mostri, genera spiriti danzanti.
La ripresa del ricordo mortifero alla fine della poesia assume un forte significato di distanziamento ai miei occhi: è come se l'evento traumatico avvenuto nel passato fosse stato in qualche modo circoscritto, forse esorcizzato, dalla consapevolezza che c'è un altra dimensione aoltre allo sguardo e alla veglia: il sentire, il sonno, il sogno dell'Altro.
Chi ha scritto la poesia? Un uomo?
Scoop/2:Michela Cescon è una brava attrice!
Ieri sera sono andata a vedere lo spettacolo di Michela Cescon, Giulietta, tratto da un racconto di Federico Fellini (legato alla genesi del film Giulietta degli spiriti). E' un monologo con una trama molto semplice: Giulietta scopre con molto dolore che il marito la tradisce, e racconta la storia della sua vita fino a questo evento intimo ma non per questo meno drammatico.
La Cescon è la protagonista del film Primo amore, un film italiano sull'ossessione (l'ossessione d'amore, l'ossessione per il cibo) un po' meccanico nel suo svolgersi, un po' scontato, ma interessante proprio per la presenza dell'attrice veneta.
L'attrice aveva il microfono perché si era all'aperto, ma malgrado questo lo spettacolo mi è piaciuto e mi sento di consigliarlo. La Cescon ha molte voci. L'amica con cui ero non l'ha apprezzata quanto me, l'ha sentita un po' fredda, troppo tecnica; io credo di averne ammirato il coraggio di stare sola su un palcoscenico popolato di pupazzi.
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