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18.3.04

Carla e la gnosi. Su questo diario

Carla era la mia prof di italiano alle medie, una figura materna alla quale ho ripensato di recente seguendo questo filo di pensieri: M. appartiene a una setta; D. apparteneva a una setta; D. e io andavamo a scuola assieme alle medie; D. aveva chiesto consiglio alla prof sulla setta (è un valido luogo di ricerca del sé?) alla quale avrebbe poi aderito; la prof l'aveva avvertita di stare attenta a chi si autoproclama "filosofo"; D. (avevamo 13 anni, forse) aderì lo stesso; per anni fu la sua famiglia; poi il responsabile nazionale, Miguel Martinez, è rinsavito e la sezione italiana della setta si è sciolta.

Io e D. non ci vediamo più così spesso, né io all'epoca capii di che genere di gruppo si trattasse. M. e io ci siamo frequentati per un anno e mezzo, poi il convitato di pietra è diventato troppo ingombrante e ho dovuto lasciare andare sia lui che M., purtroppo.

La setta di M. si autodefinisce gnostica. Io mi autoproclamo agnostica. Io e M. abbiamo provato a realizzare la coincidentia oppositorum, ma invano. La frase di apertura di questo diario elettronico è di Jorge Luis Borges, il mio scrittore preferito dal 1984 in poi. Nella visione paranoica del mondo che hanno questi gruppi (che anche in Italia qualcuno chiama culti, adattando il vocabolo inglese "cult") tutte queste coincidenze: D. e M. che sono entrambi dello Scorpione; incontrarli a esattamente 20 anni di distanza l'uno dall'altro; scoprire la loro adesione a una setta di derivazione teosofica, dovrebbero avere un senso. Io cercavo un senso solo nella coincidentia con M., ma nemmeno quella ne aveva uno, o almeno non era un senso duraturo. Purtroppo.

G. in montagna dice che si tratta di un evento probabile: statisticamente le persone che soffrono e abbracciano strane religioni nel tentativo di trovare sollievo alle loro pene sono tante, e non è così difficile incontrarne una sul proprio cammino. Buona fortuna, M., spero che il tuo sole nero diventi sempre meno un tiranno e sempre più un vero padre.

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